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CAVA La cava è il luogo da cui viene estratta l’argilla vergine. Dapprima viene tolto uno strato di superficie ("cappellaccio"), in genere sassoso e sporco, e solo successivamente viene estratta l’argilla. Questa risulta di ottima qualità ed è reperibile esclusivamente nel nostro territorio: priva di impurità, antigeliva e tale da non richiedere alcun additivo per la lavorazione al di là dell’acqua, per l’amalgama, e del fuoco per la cottura. |
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IMPASTO Una volta estratta dalla cava, l’argilla viene fatta riposare per un anno nel "cretaro" (piazzale in cui si deposita l'argilla estratta) affinché possa beneficiare dell’effetto degli agenti atmosferici: acqua, gelo e sole, infatti, effettuano la prima fase dell’impasto. Solo a questo punto l’argilla viene ripresa per essere amalgamata con acqua per ottenere quell’impasto pronto da portare al banco per prendere forma. |
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LAVORAZIONE SUL BANCO Caricato l’impasto sul banco, il maestro "fornaciaro" ne preleva un pane alla volta e con l’uso di semplici strumenti quali il "regolo", lo "stampo" e la sabbia, ma soprattutto grazie alla preziosa esperienza acquistata negli anni, crea ogni singolo pezzo che depositerà nel piazzale per farlo essiccare. |
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ESSICCATURA Consiste nel far riposare le varie sagome di argilla a calore ambientale per circa per 25/30 giorni, a seconda della loro grandezza e del loro spessore. E’ una fase estremamente importante, necessaria per far perdere tutta l’umidità alla sagome prima della cottura. Il procedimento avviene in modo naturale lasciando il prodotto sulla piazze situate all’interno della struttura e magistralmente costruite per fruttare al meglio il calore del sole. Durante i giorni dell’essiccatura, quando la sagoma di argilla ha perso già una parte della sua umidità, si provvede alla "rasatura" dei bordi. Anche tale fase di lavorazione viene effettuata rigorosamente a mano tramite l’ausilio della "stecca". |
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COTTURA Se non si può dire che è la più importante, poiché tutte le fasi sono indispensabili, possiamo sicuramente dire che questa è la fase più delicata e richiede una grande maestria. E’ necessario, infatti, prendere ogni singolo mattone, ormai essiccato e rasato, e collocarlo all’interno di particolari forni in cui avverrà la sua cottura. La disposizione dei pezzi unitamente alla scelta dei tempi ed delle temperature di cottura deve permettere al fuoco di avvolgere il mattone in ogni sua parte, ottenendo una cottura uniforme che non lo danneggi o lo deformi. Dapprima vengono fatte trascorrere 24 ore in cui il forno raggiunge circa 150 gradi ("tempera"), quindi inizia la prima fase di cottura che dura all’incirca 36 ore in cui il forno raggiunge progressivamente i 950 gradi. A questo punto inizia la fase di cottura vera e propria che dura 5/6 ore in cui il forno mantiene la temperatura dei 950 gradi necessaria per dare al prodotto, che ora possiamo definire "Cotto", quella forza che lo rende eterno e quella bellezza che ne fa da secoli uno dei materiali più apprezzati. Ultima fase di cottura è il "raffreddamento" che dura altre 36 ore in cui il forno viene lasciato progressivamente raffreddare. Ed è solo così, con un’adeguata cottura, che i toni vivi dell’argilla con le sue sfumature uniche, vengono imprigionati in ciascuna piastrella che diviene un pezzo a se e che, accostata con altre, crea un manto caldo e unico che valorizza ogni ambiente. |
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FINITURA (tutte fatte a mano)
· LEVIGATURA
· SMALTATURA
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